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Comune di San Giacomo Filippo

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Comune di San Giacomo Filippo - Storia
Lombardia --- Sondrio
CENNI STORICI

La comunità della Val San Giacomo

Il nostro piccolo Comune ha dato il nome ad una Valle importante che collega il Sud delle Alpi con il versante svizzero; si tratta di una zona sita nel nord della Lombardia, con una caratteristica geografica: è la Valle Italiana più lontana dal mare, immersa in uno splendido scenario montano.

Il Comune di Val San Giacomo costituisce una realtà amministrativa già delineata alla fine del XII secolo; nel 1205 Val San Giacomo compariva come comune e università, con diritto di essere rappresentato da consoli nel comune di Chiavenna; con Chiavenna e altre comunità del contado partecipò a convenzioni e accordi con la comunità di Schams nel 1219, e nel 1226 all’appalto per la costruzione della strada da Campodolcino a Madesimo. L’autonomia del comune di Val San Giacomo, dotato di propri statuti, nell’ambito del contado di Chiavenna, già delineata probabilmente in epoca viscontea-sforzesca, fu riconfermata dai Grigioni con privilegio dato a Ilanz il 18 febbraio 1513 e il 4 dicembre 1639. La nostra Provincia, infatti, nei secoli XVI e XVII, era staccata dal resto della Lombardia e soggetta al dominio di quello che poi divenne il Cantone dei Grigioni, confluito nella Confederazione Elvetica. Secondo gli statuti del 1538 (Statuti, Val San Giacomo) la valle era divisa in otto quartieri: San Giacomo, Monti di San Bernardo, Monti di Olmo e Somma Rovina, Campodolcino, Fraciscio, Starleggia e Pianaccio, più quattro squadre, due per Isola, Tegge, Rasdeglia. Gli statuti del 1538 contenevano norme penali autonome rispetto a quelle degli statuti criminali di Chiavenna, che erano quasi coevi. Accanto agli statuti di valle esistevano gli ordini e le regole per la disciplina del pascolo e delle proprietà collettive. Ogni quartiere della Val San Giacomo aveva un proprio consiglio di quartiere e propri consoli; al di sopra c’era un consiglio generale di valle. Massimo organo del comune era il consiglio di valle: l’ultima sua riunione risale all’11 gennaio 1798, quando anche la nostra Valle, con l’annessione alla repubblica cisalpina si ricongiunse alle sorti del resto della Lombardia.
Nel 1815, la Provincia di Sondrio fu assoggettata al dominio della casa d’Austria nel regno lombardo-veneto.
Il nostro Comune fa comune a sé dal 1816, in seguito allo smembramento del comune unico di valle, attuato nonostante l’opposizione dei cittadini di tutta la Valle.
Nel 1859, in seguito alla seconda guerra d'indipendenza, la Pace di Zurigo dispose l'annessione della Lombardia (ivi compresa la nostra Provincia) al Regno di Sardegna. Di lì in poi la nostra Storia confluisce in quella d’Italia.


La Chiesa di San Giacomo

Il nostro paese deriva il nome dal santo a cui è intitolata la chiesa, nominata nel 1119, con fonte battesimale a partire dal 1460. Ancora nel 1178 essa figura come unica chiesa esistente in tutta la val San Giacomo.
Nella chiesa parrocchiale si segnalano l’altare maggiore in legno scolpito e dorato, quello laterale destro della Madonna, di lavorazione simile con telette dei misteri del Rosario, pregevoli affreschi sulla controfacciata, attribuiti a Pietro Bianchi di Como (1700) e sulla volta, opera di Eliseo Fumagalli di Delebio (1915). Sulla parete destra il pittore Giovan Battista Macolino, originario di Gualdera di Fraciscio, eseguì nel 1644 un dipinto con la Madonna, il bambino e personaggi locali. Un raro affresco della seconda metà del '400 è sulla facciata della casa parrocchiale: raffigura la Madonna con il bambino tra i santi Giacomo e Guglielmo, mentre nell'angolo è inginocchiato l'offerente, il vice curato Pietro della Maria di Prata.


Il Santuario di Gallivaggio

santuario

Il Santuario di Gallivaggio, detto "Santuario della Madonna della Misericordia" è considerato il centro spirituale della Valchiavenna. Situato a 800 mt. di altezza il Santuario è raggiungibile dalla Strada Statale dello Spluga, pochi chilometri oltre il centro abitato di S.Giacomo Filippo. La costruzione attuale è la terza sorta sul luogo in cui il 10 ottobre 1492 la Madonna apparve a due ragazze che si erano recate nelle selve a raccogliere castagne, affidando loro un messaggio di pace e speranza. Subito dopo l'apparizione fu eretta una cappella lignea sostituita poi con una in muratura.
L'attuale Santuario fu eretto tra il 1598 e il 1603, mentre il campanile, isolato rispetto all'edificio venne costruito nel 1731. La facciata è semplice con tetto a capanna, l'interno è a tre navate con volta a crociera sostenute da colonne monolitiche di granito. Al suo interno sono due pregevoli oli su tela: l'Incoronazione della Madonna di Paolo Camillo Landriani detto il Duchino (1606) e la Crocefisso tra frati francescani e cappuccini di Cesare Ligari (1739). Il presbiterio e le cappelle sono decorate da affreschi di Domenico Caresana di Cureglia in Ticino (1605-1606), mentre l'aula fu decorata da Luigi Tagliaferri di Pagnona (Lecco) nel 1884.
img Di particolare interesse è l'organo donato nel 1673 da valligiani emigrati a Palermo. Ai piedi dell'altare nel 1970 è stato posto il masso di granito su cui è apparsa la Madonna. L'altare maggiore è opera Barocca e nella nicchia che vi sta sopra è collocato un pregevole gruppo ligneo dorato e dipinto raffigurante l'apparizione, una Madonna con Bambino e due fanciulle realizzato nel 1631, incoronato nel 1742 e successivamente resturato nel 1993. Le due corone poste sul gruppo ligneo sono delle imitazioni; le originali si possono ammirare visitando il Museo del Tesoro a Chiavenna presso la Collegiata di San Lorenzo. L'ampio piazzale antistante la costruzione è stato lastricato nel 1992 in occasione del quattrocentenario dell'apparizione.
E' possibile accedere al Santuario anche attraverso una scalinata di settantadue scalini in granito con in cima una croce, anch'essa in granito con un Cristo in bronzo. Particolare è l'ambiente naturale in cui è collocato, caratterizzato da una parete strapiombante che lo sovrasta, chiamata dagli abitanti del luogo "mòta séca”.